Google inserisce le SERP a zero risultati (finalmente) - Hydrogen Code
marzo 15, 2018

 

Da qualche giorno, Google ha iniziato, per alcune ricerche, a restituire pagine di risposta con zero risultati. Moz, che ha analizzato il fenomeno, parla di futuro che potevamo immaginarci.

 

La fine dei trucchi SEO, almeno di alcuni


Come sempre, i ricercatori di Moz hanno fatto un ottimo lavoro e, prontamente, hanno restituito una serie di dati su questo nuovo tipo di ricerca.
E, come sempre, la loro analisi è lucida e interessante. Ma vediamo prima in cosa consistono le SERP a zero risultati.

Praticamente, su alcune ricerche molto informative e le cui risposte possono essere estremamente precise, Google non restituisce più una lista di pagine, ma direttamente la risposta. Al momento funziona solo se la ricerca viene effettuata in lingua inglese ma, come possiamo vedere, i risultati vengono mostrati anche in italiano:

L’introduzione delle SERP a zero risultati mette una lapide su un certo tipo di strategia SEO del passato, che si basava proprio sull’inseguire le ricerche ad alto volume, a prescindere da qualsiasi cosa, anche dalla pertinenza.

 

La nostra analisi – Le strategie SEO che non funzionano


Anche se ormai è palese per chiunque conosca davvero la materia che questo tipo di strategia lascia il tempo che trova, non è così infrequente incontrarla applicata anche a funzionalità recenti come la ricerca vocale.
Per esempio, siete liberi di non crederci ma c’è chi cerca attivamente un posizionamento per “naviga verso casa”, una funzione predefinita dell’assistente vocale di Android, semplicemente perché compare come query negli strumenti di analisi. Questo significa non capire dati, strumenti e soprattutto le persone, ma è un’altra storia.

Lo stesso ragionamento deviato ha portato, e porta tutt’ora, alcuni consulenti SEO a consigliare di inseguire keyword aspecifiche solo perché hanno alti volumi, o a costruire interi siti intorno a informazioni di pubblico dominio.

le SERP a zero risultati pongono una fine a tutto questo, e in questo caso non possiamo che condividere la scelta di Google, che in questo modo va a penalizzare soprattutto quei siti che non danno alcun reale contributo se non quello di riportare informazioni prelevate da servizi pubblici come i server NTP.
Prima di sollevare gli scudi, noi consulenti SEO e digital strategist dovremmo farci una domanda: le persone hanno davvero bisogno di 1.840.000.000 pagine per sapere che ore sono a New York? Probabilmente no, e la scelta di Google, oltre ad avere naturalmente basi commerciali, è anche un invito alla consapevolezza: il tempo delle keyword senza messaggio e senza strategia è finito.

 

In fondo, le SERP a zero risultati non sono una sorpresa


Sono diversi anni che Google lavora in quella direzione e, in effetti, i veri esperti di SEO consigliano già da anni di migrare verso strategie più mirate e con una progettazione più solida.

Pensiamo per esempio alla calcolatrice, al meteo, e in generale a tutti i risultati di ricerca che su Google hanno, da moltissimo tempo, una SERP dedicata, in cui l’utente non ha più bisogno di raggiungere un sito per ottenere la risposta che sta cercando. Non dimentichiamoci che la funzione di Google è sempre più quella di dare alle persone le informazioni che cercano e sempre meno quella di elencare siti.

Tuttavia, questo non annuncia nessun disastro. Almeno, non per chi lavora nella giusta direzione.

 

Le SERP a zero risultati uccideranno la SEO?


Secondo noi (e secondo il decisamente più autorevole Moz), no. Avranno un impatto solo su quel tipo di ricerche in cui la risposta può essere rapida e assolutamente univoca.

Ancora una volta, si tratta soprattutto di mettere le persone al centro e ricordarsi che la funzione principale di un sito Internet deve essere quella di dare informazioni rilevanti, interessanti, consistenti.
Se sentite parlare o parlate di “catturare traffico”, “attrarre utenti”, “volumi di ricerca”, fuggite urlando: sarete i prossimi.